IL FESTIVAL - 1972

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ 1972
 

28 LUGLIO

SESTETTO BASSO-VALDAMBRINI
YUSEF LATEEF QUARTET
MAX ROACH QUINTET
 
29 LUGLIO
 
MICHAL URBANIAK GROUP
ANNIE ROSS
MODERN JAZZ QUARTET
ROY ELDRIDGE

30 LUGLIO
 
KENNY DREW TRIO
BEN WEBSTER QUARTET
CHARLES MINGUS SEXTET

1972 - 4° Festival Internazionale del Jazz

Quando si realizza una bella cosa siamo tutti contenti. Ma dopo un po’ subentra una punta di apprensione: è stato bello, d’accordo, ma potrà continuare? Poi la cosa accade una seconda volta e poi una terza. Arrivati alla quarta non c’è più discussione, non c’è più motivo di incertezza. La cosa esiste, ed è il Festival di Pescara. Una rassegna a livello internazionale che ormai si iscrive nell’albo d’oro delle manifestazioni jazzistiche italiane. Un avvenimento che premia il paziente e tenace lavoro di alcuni appassionati pescaresi, primo fra i quali Lucio Fumo, e il coraggio e la disponibilità dell’Azienda di Soggiorno.

Il Festival di Pescara, che ormai fa parte delle manifestazioni che caratterizzano la fisionomia culturale della città adriatica, si è ormai imposto su tre piani: la qualità artistica, il pubblico, il richiamo turistico. Sotto il profilo artistico bisogna andare oltre i confini del festival vero e proprio, e scorrere tutto l’elenco delle manifestazioni che vanno sotto il nome di "Pescara Jazz", per trovare il primo concerto tenuto nel 1963 da Gato Barbieri. Il prossimo anno perciò Pescara festeggia il suo decennale, e siamo convinti che lo celebri con un festival degno di tale ricorrenza.

Da allora ad oggi si sono avvicendati di fronte al pubblico di Pescara nomi tali da rappresentare un po’ tutte le epoche e gli stili del jazz. Il periodo di New Orleans è rappresentato da Albert Nicholas e da Earl Hines. Lo stile Chicago da Joe Venuti. La Swing Era da Teddy Wilson e Mary Lou Williams. Tutto il jazz di mezzo è stato rappresentato a Pescara da Buddy Tate, Coleman Hawkins, Duke Ellington, Erroll Garner, Ella Fitzgerald, Ben Webster. Il glorioso momento del bebop trova i nomi di Dizzy Gillespie, Lucky Thompson, Max Roach, Kenny Clarke. Lo stile West Coast è rappresentato da Maynard Ferguson, Barney Kessel, Shelly Manne, Hampton Hawes e Gerry Mulligan. L’Hard Bop ha avuto Philly Joe Jones, Kenny Drew, Phil Woods, Johnny Griffin; la Mainstream Oscar Peterson, Clark Terry, Lou Bennett, Bobby Hutcherson, Harold Land. Un caposcuola delle tendenze più moderne è stato Bill Evans, e infine la punta più avanzata è stata offerta da Jean Luc Ponty. Forse questo è l’unico appunto che si può fare ai criteri che hanno guidato la scelta artistica dei programmi di "Pescara Jazz": le tendenze più attuali, più sperimentali del jazz di oggi sono finora state ignorate.

Ma forse non è stato un gran male, e qui veniamo a toccare gli altri due punti di interesse dell’iniziativa pescarese: il pubblico e il richiamo turistico. "Pescara Jazz" oggi può contare su un pubblico elegante, numeroso e affezionato, che spesso raggiunge la città muovendosi espressamente da altri centri anche piuttosto distanti, e probabilmente questo pubblico si è formato proprio con l’attrazione su di esso esercitata dai nomi di chiarissima fama e da generi musicali già ampiamente collaudati. Forse adesso il pubblico è pronto per accettare anche qualche proposta più attuale, che potrebbe degnamente completare il panorama jazzistico presentato finora. Il richiamo turistico è garantito dalla qualità artistica di cui si è finora parlato, e che include anche i nomi più prestigiosi del jazz europeo (Stephane Grappelli, George Arvanitas, Dizzy Reece, René Thomas, Martial Solal, Nunzio Rotondo, Basso-Valdambrini, e molti altri), ma in gran parte dalla splendida cornice offerta dal Teatro-Piscina delle Naiadi, dove i concerti assumono con facilità l’aspetto di qualcosa di festoso, con la combinazione jazz - mare - piscina - estate - sole - pineta.

Il Festival non si limita ai concerti, ma coinvolge i partecipanti in una serie di manifestazioni fra cui figurano proiezioni di fìlms, mostre fotografìche, mostre-mercato di dischi, cocktails ed altre piacevolezze del genere. Questo in sintesi è stato ed è "Pescara Jazz". Non ho parlato espressamente dell’attuale festival, perché la qualità della musica e delle manifestazioni collaterali risulta dal programma stesso. Arrivederci tutti dunque al prossimo anno, per festeggiare il primo decennale di "Pescara Jazz".

Umberto Santucci

Main supporter
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