IL FESTIVAL - 1976

Pescara Jazz Meeting 76
 

8 LUGLIO

DIAPASON
FOLK MAGIC BAND

9 LUGLIO
GIORGIO AZZOLINI QUINTET
HANK JONES TRIO
EDDIE BERT EDDIE DANIELS ALL STARS
ART BLAKEY JAZZ MESSENGERS
 
10 LUGLIO
MAURIZIO GIAMMARCO QUARTET
ERALDO VOLONTÈ GROUP
SUN RA INTERGALACTIC RESEARCH ARKESTRA

11 LUGLIO
UNITÀ MUSICALE
SAM RIVERS GROUP

Pescara Jazz Meeting 76

"Cariche della polizia e lancio di lacrimogeni" - "Scontri tra PS ed extraparlamentari (30 fermi)" - "Arresti, denunce, feriti" - "Notte di scontri" - "Il jazz del vice questore" - "Molotov dietro lo stadio" - "I jazzisti allibiti suonano nel caos" - "Jazz e candelotti a Pescara" - "Jazz e ambulanze"

Questi i titoli dei giornali riferiti all’edizione precedente di Pescara Jazz. Veri bollettini di guerra del Festival, piombato nel bel mezzo della contestazione giovanile. Si imponeva un cambiamento radicale, nel tentativo estremo e disperato di salvare la manifestazione che, in cinque anni, si era imposta all’attenzione internazionale. Nacque così il "nuovo" cartellone, la "nuova" formula, con concerti in Piazza Salotto, a Penne e allo Stadio Adriatico, con prezzi popolarissimi. Si cambiò anche il nome e divenne "meeting"! In poche parole Pescara Jazz si snaturò e divenne altra cosa. Il tentativo di salvarlo non fece altro che affrettarne e decretarne la fine, malgrado l’eccellente performance di Art Blakey, la presenza "galattica" di Sun Ra e quella di Sam Rivers, allora santone del free e beniamino dei contestatori. Ma il jazz si era radicato saldamente nella nostra città e, nonostante le pessimistiche previsioni, il Festival non poteva morire. Passata la bufera, Pescara Jazz tornò prepotentemente alla ribalta. Così come per primo nel 1969 aveva inaugurato la moda dei Festival estivi in Italia, per primo rinacque nel 1981, battistrada coraggioso anche per altri. La strada per la ripresa e la definitiva affermazione della manifestazione era tracciata.

Lucio Fumo

Main supporter
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