IL FESTIVAL - 2011

Pescara Jazz 2011
 

15 LUGLIO

CASSANDRA WILSON BAND
THE MANHATTAN TRANSFER
 
16 LUGLIO

RETURN TO FOREVER

17 LUGLIO

CYRUS CHESTNUT TRIO
JAZZ AT LINCOLN CENTER ORCHESTRA
with WYNTON MARSALIS & FRANCESCO CAFISO

20 LUGLIO

LOU REED

Pescara Jazz 2011

Nella considerazione generale, gli anni Settanta e Ottanta sono stati decenni di crisi e rinascita del jazz. Durante gli anni Settanta molti consideravano il jazz come finito in un vicolo cieco, tra sperimentazione sempre più elitaria, commercializzazione e routine degli stili storici. Gli anni Ottanta invece sono stati salutati come un decennio di rinnovamento, anche se molta della musica che dominava il mercato era stilisticamente legata agli anni Sessanta, con poche novità. I protagonisti di Pescara Jazz 2011 - con l'ovvia eccezione di Lou Reed - vengono tutti da quella stagione e ci riportano a quegli umori e trasformazioni. Gli anni Settanta ad esempio hanno visto una rinascita della vocalità, di cui i Manhattan Transfer sono stati il fenomeno più fulgido: fondati nel 1969, eredi di gruppi come Lambert, Hendricks & Ross, tra vocalese e vocalità anni Trenta, a partire dalla metà degli anni Settanta i Manhattan Transfer hanno rinnovato il suono e il carattere dei gruppi vocali jazz, con un repertorio ampio che li ha portati a collaborazioni che vanno oltre il jazz. Virtuosistici, perfezionisti, trascinanti, essi portano tutta la vivacità e la spettacolarità del miglior jazz vocale di gruppo. Cassandra Wilson (1955) è stata forse la voce afroamericana più originale emersa negli anni Ottanta: partita dal mondo della sperimentazione dell'M-Base di Steve Coleman, si è via via fatta più eclettica, muovendosi con agio nel pop, nell'hip hop, nel blues, nel jazz, mantenendo però il suo affascinante rigore, l'asciuttezza emotiva e la profondità emotiva di una voce scura e seducente.

Uno dei fenomeni più controversi degli anni Settanta è stato il jazz-rock, una fusione avviata dai musicisti del giro di Miles Davis, che a metà del decennio dispiegava una grande varietà di gruppi e stili. I Return to Forever (1972-1976) erano guidati da Chick Corea ed erano senz'altro il gruppo più discusso, per le sue atmosfere elettriche, la potenza del ritmo, gli intrecci dei fraseggi frenetici, la tensione continua e il ricorso alle atmosfere ispaniche e brasiliane. In questa formazione rinnovata si riascoltano quasi tutti i membri storici o gli ospiti con il più giovane chitarrista Frank Gambale al posto che fu di Al Di Meola.

Gli anni Ottanta videro la piena affermazione di un nuovo hard bop e della sua stella più luminosa, il trombettista Wynton Marsalis (1961). Bambino prodigio in una famiglia di prodigiosi musicisti, scoperto da Art Blakey, Marsalis è poi diventato una stella musicale e un importante operatore culturale, discusso e controverso. Forse non è un innovatore, ma ha certamente portato in avanti gli standard tecnici e stilistici della tromba e, con l'Orchestra del Lincoln Center, si dedica al recupero di suoni e repertori del passato del jazz. Proprio a Pescara, diversi anni fa, Marsalis scoprì il talento del formidabile Francesco Cafiso (1989), talento freschissimo del nostro jazz, che da allora è diventato spesso suo partner. Il successo di Marsalis ha poi trainato tutta una serie di nuove leve, inclusa una schiera di pianisti legati alla grande tradizione dell'hard bop. Cyrus Chestnut (1963) si è imposto all'attenzione internazionale nei primi anni Novanta come un improvvisatore dall'energia formidabile, l'ispirazione abbondante ed eccentrica da cui trasudano blues e gospel, insieme alla grande tradizione del jazz più swingante.

Stefano Zenni.

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