Pescara Jazz 98
La XXVI edizione di Pescara Jazz
abbraccia un’intera settimana di eventi che comprende
quattro giorni di concerti al Teatro D’Annunzio,
concerti in provincia, in piazza, jam sessions, una
mostra mercato del disco da collezione, una mostra
fotografica e un seminario per musicisti jazz in
collaborazione con la New Orleans University diretta
da Ellis Marsalis, il cui quintetto di docenti, con
ospite Harold Battiste, tutti giovani talenti di
prim’ordine provenienti dalla città in cui il jazz é
nato, animerà le serate in provincia. Il cuore del
festival, quello dei concerti al Teatro D’Annunzio,
comincia a pulsare sui ritmi latinoamericani,
originati dalla stessa cultura afroamericana da cui é
nato negli Stati Uniti il jazz. Protagonisti della
sera del 21 luglio saranno i due mondi con l’eredità
culturale più forte e creativa: il Brasile, con il
celebre Gilberto Gil, storico maestro della musica
brasiliana, che celebra i suoi vent’anni di luminosa
carriera e Cuba, con la big band Cubanismo e il
trombettista Jesus Alemany. Al jazz é dedicata la
tradizionale tre giorni. La prima serata presenta due
campioni del jazz di derivazione bop: George Coleman
(1935), già partner di Miles Davis, sax tenore lucido,
fluente, insieme elegante e travolgente, guida un
classico quartetto hard bop insieme al suo
concittadino di Memphis Harold Mabern, pianista dalle
sonorità sontuose e ricche di blues, e una magnifica
ritmica. Phil Woods é, insieme a Jackie McLean, forse
l’ultimo discendente diretto della lezione di Charlie
Parker, da cui ha sviluppato una voce intensa,
fortemente vocalizzata, e uno stile melodicamente
immaginoso, ricco di citazioni: maestro nella
direzione di piccoli gruppi, Woods si é purtroppo solo
raramente confrontato con la big band, ottenendo
sempre notevoli risultati: un motivo in più per
apprezzare questo ritorno a Pescara. La seconda serata
é dedicata alla memoria di Chet Baker, il grande
trombettista tragicamente scomparso esattamente dieci
anni fa. A onorarne il ricordo sono stati riuniti, in
esclusiva per Pescara, tre grandi trombettisti:
l’ormai veterano Jon Faddis, allievo di Dizzy
Gillespie, in quartetto, il giovane talento emergente
Tom Kirkpatrick, in un morbido trio alla Baker, senza
batteria, e l’intenso Tom Harrell, che mette il suo
lirismo al servizio di un intrigante progetto sulla
musica brasiliana. L’ultima serata é una produzione
originale di Pescara Jazz, che celebra così il
centenario della nascita di George Gershwin, colui che
più di chiunque altro ha saputo fondere i ritmi e i
colori del jazz con le forme della musica classica. La
prima parte sarà dedicata alle canzoni gershwiniane,
preziose e geniali miniature, restituite dall’estro
interpretativo della cantante e pianista Diane Schuur;
la seconda parte sarà invece occupata dalla produzione
sinfonico-jazzistica del compositore: il pianista Adam
Makowicz, emerso come jazzista virtuoso negli anni
Settanta, eseguirà la Rhapsody in Blue e altri brani
con arrangiamenti concepiti dal direttore Russell
Gloyd specificamente per questa occasione, e eseguiti
dall’Orchestra Sinfonica di Pescara. Un’opportuna
conclusione per un festival che ha allargato lo
sguardo all’intero mondo afroamericano: da Cuba al
Brasile, al jazz, alla musica sinfonica.
Stefano Zenni