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About The Speaker

PAOLO FRESU “Kind of lives”

Che si parli di be-bop, di cool, di hard, di jazz modale, di jazz elettrico o di grandi contaminazioni con l’universo pop, il suo
nome non solo è sempre sistematicamente presente ma, in quasi tutti i casi citati, viene indicato come quello del geniale
innovatore che ha creato, o quantomeno fortemente influenzato, quei movimenti. Gli stessi che hanno segnato la storia
della musica jazz, e che hanno permesso lo sviluppo e il successo della musica afroamericana per eccellenza. Nel 2006 il
suo nome è entrato di diritto addirittura nella Rock and Roll Hall of Fame al pari di Beatles o Bob Dylan.
Considerare Miles Davis un autentico genio è addirittura notazione superflua o sminuente. E può anche essere retorico
affermare come la sua figura artistica sia una di quelle che hanno segnato la storia tutta della musica moderna. Ma è la
pura verità. Chi lo conobbe da una platea o ad una presentazione discografica lo ricorda come una persona scontrosa e
asociale. Chi lo conobbe personalmente parla invece di una persona matura, posata, gentile anche se insicura, e forse per
questo molto diretta. Virtuoso del non virtuoso, nel corso di una carriera unica è riuscito a snocciolare l’intera enciclopedia
dell’«esecuzione totale», portando spesso la materia jazzistica oltre i limiti, dando nobiltà alle pause e ai silenzi o
utilizzando la famosa «nota fantasma» che soltanto un creativo inventore può giungere a proferire. Riuscì come nessun
altro ad evitare le classiche etichette e classificazioni, utilizzando sempre e comunque elementi stilistici differenti e da tutti
ritenuti incompatibili gli uni con gli altri. La sua sonorità, in capolavori assoluti quali il modale Kind of Blue (uscito nel 1959
e per molti il miglior disco di jazz mai pubblicato) come in quelli successivi alla celebre «svolta elettrica» di In a silent way
(1969) e Bitches Brew (1970), è un marchio di fabbrica unico e forse irripetibile. Sia per lo stile trombettistico puro,
singolare e personalissimo, che per quello indiretto del suono elettrico filtrato, o anche per l’uso della sordina. Velato e
incisivo, audace e vigoroso. Come il blues che ha sempre permeato la sua anima e non lo ha mai abbandonato. Nelle sue
tante formazioni (spesso autentici laboratori di ricerca) sono passati quasi tutti i protagonisti del jazz moderno. «Per me
la musica e la vita sono una questione di stile», disse a Quincy Troupe. Non serva altro.

12 Luglio 2026

AUDITORIUM FLAIANO