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MARK LETTIERI GROUP | TERENCE BLANCHARD E-COLLECTIVE & ATOM STRINGS QUARTET

MARK LETTIERI

Mark Lettieri is a five-time GRAMMY Award-winning guitarist, composer, producer, and instructor based in Fort Worth, TX. He creates acclaimed guitar-based instrumental music, and is a member of leading instrumental bands Snarky Puppy and The Fearless Flyers. As a session musician proficient in a multitude of styles, he has recorded and performed in virtually every genre of popular music with both independent and major-label artists. 

 

Terence Blanchard

Terence Blanchard è l’artista statunitense che più di ogni altro ha lanciato e lancia, con costanza, potenti dichiarazioni musicali sulle dolorose tragedie americane, passate e presenti. 

Oltre a ergersi come uno dei trombettisti più stimati in campo jazzistico, stupisce per la vasta gamma di attività artistiche delle quali è interprete e fautore.

Vincitore del Grammy per ben sette volte è il secondo compositore afro-americano ad essere stato nominato due volte all’Oscar, nella categoria miglior colonna sonora originale (“BlacKkKlansman” 2018 e “Come fratelli” 2020), affiancando nell’impresa Quincy Jones (“A sangue freddo” 1967 e “Il colore viola” 1985). 

Blanchard è anche un potente e raffinato compositore d’opera. La sua “Fire Shut Up in My Bones”, basata sulle memorie del celebre scrittore ed editorialista del New York Times Charles Blow, è stata presentata in anteprima alla Metropolitan Opera House (MET) di New York il 27 settembre 2021, in apertura della stagione 2021-22; prima opera di un compositore afro-americano in cartellone nel più prestigioso teatro della città. 

La registrazione di quelle esibizioni ha ricevuto una nomination ai Grammy come “miglior registrazione d’opera”e Il New York Times ha definito l’opera di Blanchard “stimolante”, “sottilmente potente” e “un adattamento audace e toccante del lavoro di Charles Blow”.

A seguito del successo di “Fire Shut Up in My Bones”, la prima opera di Blanchard, “Champion” (2013) su libretto del vincitore del Premio Pulitzer Michael Cristofer, è approdata alla Metropolitan Opera House nell’aprile 2023. 

Il centro di gravità attorno al quale ruotano tutti il lavori di Blanchard sono le bellissime, provocatorie e stimolanti registrazioni jazz. Lo stesso vale oggi come all’inizio della sua carriera nel 1994 quando, riferendosi alle colonne sonore,  dichiarò a DownBeat: “scrivere per il cinema è divertente ma non c’è niente di meglio che essere un musicista jazz, esibirsi in un club o suonare a un concerto”. 

Nel suo vastissimo lavoro di autore di colonne sonore si annoverano, nell’arco di tre decenni, oltre venti lavori di Spike Lee, a partire dal documentario “When the Levees Broke” all’ultimo film del regista, “Come Fratelli” (2020). 

A febbraio 2020, poco prima del lockdown per il Covid-19, Blanchard realizza “Absence”, suo trentesimo album come leader. Registrato con la sua band di lunga data E-Collective e con la partecipazione del Turtle Island Quartet, a novembre 2021 riceve la nomination come il miglior album jazz strumentale e per il miglior assolo jazz improvvisato. “Absence” è nato per mostrare gratitudine a Wayne Shorter. “Sapevo che Wayne non stava bene e volevo fargli sapere quanto ha significato per me”, dice Blanchard che oggi vive a Los Angeles così come nella sua nativa New Orleans. “Guardando i miei scritti si puoi vedere quanto devo a Wayne. Da lui imparato a scrivere composizioni partendo da una melodia semplice per poi giustapporla ad armonie che provengono da un luogo diverso per farla vivere sotto una luce nuova.” Riguardo al suo costante attaccamento alle opere artistiche di coscienza, Blanchard confessa: “Si arriva a una certa età e ti chiedi: “Chi si alzerà e parlerà per noi?” Poi ti guardi intorno e realizzi che i James Baldwin, Muhammad Alis e il Dr. Kings non sono più qui… e inizi a capire che la cosa ricade su di te. Non sto cercando di dire che sono qui per cercare di correggere tutto, sto solo cercando di dire la verità”. 

A questo proposito cita ispirazioni ineccepibili.“Max Roach con la sua Freedom Now Suite, John Coltrane che suonava Alabama, persino Louis Armstrong che parlava di quello che stava succedendo alla sua gente ogni volta che veniva intervistato. Herbie Hancock e Wayne Shorter che vivono secondo la loro filosofia buddista e cercano di espandere la coscienza delle loro comunità. Sto sulle loro spalle. Come posso affrontare questa vita avendo avuto la benedizione di incontrare quegli uomini senza tramandare nulla di tutto ciò? Come chiunque altro, mi piacerebbe suonare musica da festa, ma spesso la mia musica parla della realtà, di dove siamo”.

18 Luglio 2024

TEATRO MASSIMO