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Il personaggio

Roberto Ottaviano “Eternal Love”

Roberto Ottaviano “Eternal Love”

Roberto Ottaviano Soprano Sax
Marco Colonna Clarinetti
Alexander Hawkins o Giorgio Pacorig pianoforte
Giovanni Maier contrabbasso
Zeno De Rossi Batteria

Ottaviano con il suo disco “Sideralis” riceve il premio quale miglior disco dell’anno dalla rivista specializzata Musica Jazz, ma in realtà è il culmine di un lavoro che ha portato Ottaviano in tutti questi anni a far quadrare il cerchio delle sue passioni e delle sue curiosità musicali, coniugandole con una ricerca di suono e linguaggio che mette insieme libera improvvisazione, grande tradizione del Jazz e radici culturali.

Nella scelta dei compagni di viaggio, l’incontro con il pianista Alexander Hawkins, un autentico fuoriclasse nonché outsider rispetto ai clichè sul jazz molto frequenti oggi, è stato fondamentale. L’idea infatti di avere intorno musicisti aperti e competenti è stato sempre l’ago della bussola per Ottaviano, quindi di conseguenza la scelta di artisti quali Giovanni Maier e Zeno de Rossi, una ritmica collaudata ed in grado di portare la musica al di fuori del dejà vu, è stata consequenziale.

L’apporto per l’occasione dello straordinario  clarinettista Marco Colonna, un bellissimo incontro di questi ultimi mesi, è il modo per suggellare una idea che da tempo orbita nei sogni musicali del saxofonista pugliese, quella del timbro legnoso e stellare dato dalla fusione tra sax soprano e clarinetto basso, nel solco di Coltrane e Dolphy.

“Quando Françis Bebey, musicista, scrittore e giornalista camerunense, agitava la sua Kalimba, lasciava risuonare al suo interno dei frammenti di ossa, come dei sonagli.

Bebey amava dire che quello è il suono dei morti che non sono morti, nel senso che non ci abbandonano ma anzi ci guidano nel peregrinaggio della nostra esistenza.

Nella cosmogonia Africana questo è l’Eternal Love.

A questa idea fa riferimento il nuovo lavoro di Roberto Ottaviano che, come in una preghiera o una evocazione, richiama ad una presenza tangibile tutta la bellezza fiera e battagliera della madre terra e delle sue migliori anime (anche nella reinterpretazione delle musiche di Don Cherry, Charlie Haden, John Coltrane e Dewey Redman), per celebrare in questi tempi difficili, la speranza e la voglia di riscatto del genere umano.

È la prima volta che grazie ad un gruppo nuovo di zecca, ma estensione del suo QuarkTet, Ottaviano si immerge in un “bagno mistico” in cui il Jazz si fa infine Musica Totale”.

Domenica 12 Luglio 2020

Porto Turistico Marina di Pescara