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PRESENTAZIONE LIBRO “THE BIG BAND THEORY”

Dalle prime decadi del secolo si è assistito in Italia alla formazione delle prime orchestre, che si sono fortemente radicate nel panorama musicale nazionale, e con l’avvento della tecnologia e la diffusione dei mezzi di registrazione, la produzione musicale orchestrale ha subito una significativa trasformazione, consentendo una più ampia diffusione della musica sinfonica e un’apertura verso nuove sonorità e generi musicali. Tra questi, il jazz ha progressivamente assunto un ruolo sempre più dominante, accompagnato da una crescente professionalizzazione. Alla fine degli anni Cinquanta è nata a Milano la prima scuola di musica dedicata al jazz, fondata da Giorgio Gaslini, forse il primo a dare al jazz la stessa dignità della musica colta. Un processo che è proseguito senza interruzioni fi no ai nostri giorni, e che è ampiamente documentato dalle interviste rivolte a sedici direttori/fondatori di «big band» italiane.
Un’inchiesta con profili giuridici ed economici e che tracciano uno spaccato dell’attuale situazione delle orchestre jazz italiane.
Ricostruendo la genesi delle rispettive orchestre e rievocandone l’attività e le collaborazioni internazionali, le testimonianze di maestri come Angelo Valori, Mario Corvini e Pino Jodice, Enrico Intra e Massimo Nunzi, Stefano Mastruzzi, Ferdinando Faraò, Riccardo Brazzale e molti altri, dimostrano quanto il jazz rimanga una realtà vitale all’interno del panorama musicale italiano, e abbia anzi conosciuto, negli ultimi anni, un’ulteriore espansione. Alle interviste segue un interessantissimo focus sulla nascita e sullo sviluppo della scena jazz a Palermo, che ha trovato nell’Orchestra Jazz Siciliana il suo momento forse più esaltante, qui raccontato attraverso le voci di Ignazio Garsia, Domenico Riina, Vito Giordano e Antonino Pedone.
* L’autore rende noto che, per un’errata interpretazione delle fonti, la pagina 13 contiene due refusi: la prima orchestra è quella di Gorni Kramer; la seconda indicazione è del tutto errata e non va presa in considerazione. Di tanto se ne scusa con il pubblico e con gli interessati.